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Trekking transfrontaliero tra Trieste e la Slovenia.
14-15-16 Agosto 2004

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Questo trekking è il primo di una lunga serie, che partendo dalla periferia di Trieste si addentra nel territorio della Slovenia.

Soffocata ad ovest dalla città e  delimitata dal mare e ad est dal confine di stato con la Slovenia, la stretta lingua di territorio che costituisce la Provincia di Trieste, nella sua seppur scarsa larghezza (da 2 a 3 km), permette un ottimo territorio per le escursioni a cavallo. Conferma ne è l’elevata presenza di centri ippici, scuderie private e cavalli in genere in una così piccola provincia (la più piccola d’Italia con i suoi 212 kmq).

Nonostante in questo stretto lembo di terra si trovino concentrate strade, ferrovie, superstrade ed elettrodotti, vista dalla sella di un cavallo, questa zona quasi completamente carsica conserva ugualmente il suo fascino in ogni stagione. In autunno, sulle "gmajne" (lande) del Carso, ci si perde con la vista e con al mente nell'esplosione dei caldi colori del sommaco. L'inverno, con le sue violente sferzate di bora non riesce a sminuire le morbide galoppate su una neve appena pressata, galoppate che nelle altre stagioni, sul sassoso e duro fondo carsico si presentano rare e brevi. In primavera, stagione ideale per le uscite a cavallo, iniziano le fresche passeggiate nella singolare Val Rosandra. Questa è una piccola miniatura di ambiente alpino a 15 minuti dalla città, valle che ospita a soli 81 m s.l.m. uno dei due più bassi rifugi alpini d’Europa (il più basso si trova su Stromboli). Le passeggiate d’estate invece si spingono a cercar refrigerio nelle pinete più in alto, sul ciglione carsico sopra il castello di Massimiliano e Carlotta da dove si puo ammirare un paesaggio da mozzafiato su Miramare, sul Golfo di Trieste, verso l’Istria e a nord verso le Alpi Carniche oppure sulle creste collinose che si scorgono a est verso il confine e che ospitano numerosi resti dei castellieri protostorici dell'età del bronzo.

Nonostante i pregi descritti sopra, con l’entrata da poco della Slovenia nella Unione Europea, si è subito valutata la potenzialità escursionistica dei più morbidi terreni e paesaggi sloveni. Sia a cavallo del confine nelle immediate vicinanze di Trieste , sia anche, tempo e zoccoli permettendo, parecchio oltre in territorio Sloveno. La zona, al di qua e al di là del confine, è ottimamente servita da punti d’appoggio, dalla sentieristica, cartografia e dall’offerta turistica.

Così alcuni "equitanti" triestini decidono di abbandonare (con gli zoccoli ma non con il cuore) l’amato Carso  per tentare e collaudare un itinerario equestre che unisca queste due terre, auspicando che l’unico confine che resta sia quello geologico tra i suoli arenacei sloveni e quelli calcarei triestini.
Da anni il C.I. Montedoro-Dolgakrona, attivissimo centro FITETREC-ANTE, sito in comune di S.Dorligo-Dolina ad appena 15 min. di macchina a sud di Trieste, svolge trekking un pò ovunque nel nord Italia e per ognuno di questi vi è il trasferimento dei cavalli con van o trailer. Questa volta invece l'imperativo è partire in sella, cioè senza trasferimenti su gomma, direttamente dal maneggio dal quale dopo una scarsa oretta di sella al passo si riesce a raggiungere il confine con la Slovenia.
Viene configurato un itinerario di tre tappe ad anello che in senso antiorario precorre la zona oltre confine immediatamente a sudest di Trieste, per poi tornare al centro ippico.
Partecipanti: Andrej Kosmac e Tamara Grdina, accompagnatori ANTE nonchè gestori del C.I. Monted-Oro, Elisa Maluta presidente comitato regionale FITETREC-ANTE F.V.G., Giorgio Favento presidente onorario comitato reg. ANTE F.V.G. e inoltre Giovanni, Mario, Paolo, Alessandra, Mario 2 e  Wilma.
Organizzazione e conduzione: Andrej Kosmac e Mario Crevato.

Prima tappa: da S.Dorligo della Valle-Dolina a Kastelec (SLO),
Percorrenza: 7km
Quota di partenza: 76m, quota di arrivo: 324m dislivello totale: 350m 
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Il nostro itinerario si svolge appunto proprio a cavallo di questo confine interessantissimo dal punto di vista geologico oltre che paesaggistico, naturalistico ed etnico. La moltitudine di paesaggi e conformazioni, da tutti i punti di vista, è veramente molto varia ed articolata.

In dieci binomi si parte il pomeriggio dal centro ippico Monte d’Oro, attivissimo centro FITETREC-ANTE, sito in comune di S.Dorligo-Dolina, a 76 m s.l.m. ad appena 15 min. di macchina a sud di Trieste.
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Bicchiere della staffa prima di partire

S. Dorligo della Valle - Dolina, è uno dei comuni a ridosso del confine e dove forte è la presenza della minoranza slovena con la sua lingua (Dolina=Valle), le sue tradizioni e colori e i suoi sapori (vino e olio).

Qui, cinto a est dalle pendici dell'altipiano carsico e aperto a ovest verso il mare ci troviamo in un classico paesaggio di macchia mediterranea, dove tra numerose ginestre si procede su un fondo di sedimenti arenari che offrono un’alternanza tra morbide galoppate e pietrosi fondi ma solo sui tratti in pendenza.

Si passa il confine verso sud, scendendo nella valle del rio Ospo che segna più o meno anche il confine geologico tra l’altipiano carsico e l’Istria slovena. Con sguardo incuriosito il funzionario di confine sloveno, prima di lasciarci passare e dopo una consultazione telefonica, come unico controllo ci chiede se abbiamo i documenti dei cavalli.

La valle di Ospo (Osapska Dolina) è delimitata a est, sopra l’abitato di Osp, da un’imponente parete di calcare alta quasi 300 m, facente parte del gradino, posizionato in direzione nord-sud,  che partendo dalle scogliere di Duino a nord di Trieste coincide col ciglione Carsico prima e con le pareti della Val Rosandra poi, si estende quasi ininterrottamente e per quasi 150 km, fino in Croazia verso Fiume (Rijeka) dove poi, lungo la costa Dalmata, coincide con quello che è la catena delle Alpi Dinariche e del Gorski Kotar.
Questo gradino più o meno evidente per tutto il suo cammino, è il risultato dell’innalzamento di, quello che è ora l’altipiano carsico Triestino-Sloveno-Croato, rispetto alla piattaforma del Carso dell’Istria, innalzamento che a sua volta è causato dalla pressione della penisola italiana verso nordest.
Questo ciglione nell’epoca romana e nel medio evo costituiva un confine naturale tra la terra cosidetta "civile" del litorale e l’interno dei balcani, un "hic sunt leones" verso il quale salivano le rare vie di comunicazione sorvegliate ognuna da una o più roccaforti: in Val Rosandra verso Beka ove la i romani sorvegliavano la valle dalla rocca di Moccò-Boršt. Allo stesso scopo erano destinate nel medioevo la torre Wuchemberg e il castello di Funfenberg proprio sopra Botazzo-Botac che si trova proprio all-estremità est della Val Rosandra. Sopra Prebenico invece, come un nido d'aquila, il suggestivo castello di S.Servolo che domina tutta la valle. Semre allo stesso scopo era destinata, avanti sopra Crni Kal, la rocca che presidiava l'antica strada dall'Istria verso l'altipiano, ricordiamo anche che nei paraggi si trova la chiesetta fortificata (tabor) di Hrastovlje (XII secolo) posta più sotto, a sud, nella Valle del Risano e che con la sua Danza Macabra costituisce un vero gioiello architettonico ove la popolazione locale si rifugiava durante le scorribande dei turchi.
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La chiesetta di Hrastovlje e un particolare della Danza Macabra

Tornando al nostro itinerario, subito dopo il confine,  alle spalle dell’omonimo centro abitato di Ospo, da quota 20m ci s’inerpica per numerosi tornanti su una ripida e scoscesa mulattiera che permette ai nostri cavalli di superare con fatica i quasi 300 m di dislivello per salire sopra la parete che sovrasta il paese. Questa imponente parete, con le sue 52 vie di arrampicata, è un’ambita meta internazionale d’arrampicata sportiva nonché periodicamente tappa dei campionati anche mondiali ed europei di free-climbing.
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Un vista su Osp e parte della parete

Giunti in cima, il paesaggio nuovamente cambia, siamo sull’altipiano carsico sloveno nei pressi di Socerb - San Servolo, a quota 369 m.s.l.m, con il suo suggestivo castello a strapiombo già menzionato sopra e che ospita un prestigioso ristorante e la grotta-santuario dove si dice che il Santo si sia rifugiato e vi sia vissuto. Da questa zona il paesaggio si presenta notevole, a nord ovest quasi sotto di noi abbiamo Trieste, verso nord-nordest l’imbocco del "canyon" della Val Rosandra-Glinšcica ove passeremo al ritorno. Qui notiamo svolazzare intrepidamente alcuni appassionati di parapendio e in direzione sud-sudest la vista si perde invece sulla collinosa Istria, il campanile di Pirano e lontano, già in Croazia, si intravede arroccata sulla sua collina  la cittadina di Buie, proprio nel mezzo dell’Istria. Più in la si scorge, assomigliante un po’ a una cittadina umbra l’antica Montona con i suoi tartufi e altre tentazioni gastronomiche.
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Vista dal castello di Socerb-S.Servolo verso nord-nordovest
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Il castello

A un tiro di schioppo da S.Servolo, più precisamente nel villaggio di Kastelec, ha luogo la prima, seppur breve tappa dopo appena 2-3 ore e 7 km di sella.

Kastelec, che si trova in una lieve vallata sospesa sopra il ciglione carsico, era una piccola oasi scandita dai lenti ritmi rurali, dedita all’agricoltura e alla vita tranquilla. Ultimamente è stata purtroppo profanata, assieme a tanti altri piccoli angoli di paradiso in questa zona, dalla costruzione della autostrada Lubiana-Capodistria.

L’ospitalità ci viene offerta presso un piccolo agriturismo locale da Vlado e dalla figlia Jasmina i quali spesso ospitano escursionisti a cavallo. L’equitazione turistica in Slovenia è molto praticata, tipiche sono le "konjenice" (letteralmente "cavallate"). Consistono praticamente in raduni-picnic ove ci si incontra, ci si racconta di cavalli e cavallieri, si mangia e soprattutto si beve. Altra tradizionale manifestazione svolta un po ovunque in Slovenia annualmente è la benedizione dei cavalli che molte volte coincide anche con una delle "Konjenice".
La struttura di Vlado, in fase di sviluppo, offre per ora solo il vitto. La sistemazione dei cavalieri avviene arrangiandosi in fienile o in tenda mentre i cavalli vengono messi in posta sul prato da dove i cavalli "padroni di casa" sono stati temporaneamente sfrattati. Come leccornia, i cavalli sono legati sotto alberi di pero e con estrema gioia si rimpinzano con i frutti caduti. Per buona mezza nottata però i nostri cavalli si sorbiscono una incessante pioggia che però nella calda afa d’agosto risulta essere più un sollievo che un fastidio.

 

Seconda tappa: da Kastelec a Brezovica
Percorrenza: 25 km
Quota di partenza: 324m, quota di arrivo: 540m, dislivello totale: 940m
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La mattina seguente non rimane quasi più traccia della pioggia, a parte un pochino di fango. Si parte piuttosto tardi, si sale alle spalle di Kastelec fino a quota 400m e sul duro terreno dell’altipiano carsico proseguiamo verso est. Dopo un paio di km la natura geologica nuovamente cambia e la landa pietrosa diviene solcata da profondi alvei di torrenti che, nuovamente su terreno argilloso, convogliano le acque al centro della vallata ai piedi della chiesetta di S.M.Maddalena di Ocisla (445m). Vallata che in epoche remote, alla fine delle ultime glaciazioni, probabilmente ospitava un lago che tracimando nel attuale canalone del ruscello Griža, portava acqua giù verso nord, nella Valle Rosandra. Ora queste acque hanno ferito il flish sul fondo e si sono fatte strada sul sottostante strato calcareo, hanno scavato una nuova fuga verso il mare sbucando in buona parte presso l’Antro di Bagnoli in Comune di S.Dorligo della Valle-Dolina. Suggestivo è uno degli inghiottitoi, la Voragine di Ocisla appunto, che con una cascata fa sparire l’acqua nelle viscere della terra.

Attraversiamo questa vallata e risaliamo verso Ocisla dove presso un abbeveratoio diamo refrigerio ai nostri amici. In paese si fa una sosta per uno spuntino presso l’agriturismo di Miro, giusto in tempo perché nuovamente dal cielo comincia a scendere un’abbondante acquazzone che dura fino all’ora di pranzo. E così, mentre i nostri cavalli fuori si sorbiscono l’ennesima pioggia, lo spuntino lo facciamo diventare appunto un pranzo approfittando per visitare (e ovviamente assaporare) anche l’essiccatoio di salumi dell’agriturismo con abbondanti innaffiate di ottimo vino.

La prossima meta era inizialmente la cima del monte Slavnik-Taiano da raggiungere all’ora di pranzo al rifugio "Tomova koca" in cima a 1028 m slm dopo 15 km. dalla tappa precedente.
Il Slavnik è una delle prime cime con più di 1000m della catena delle Alpi Dinariche. Infatti proseguendo sulla direttrice delle cime a sud, si arriva alla più alta cima (1300 slm) del Monte Maggiore-Ucka per poi proseguire lungo la costa dalmata sul Gorski Kotar.

Data l’ora però, si decide di rinunciare l’ascesa sulla cima e Miro ci suggerisce una via che ugualmente ci consentirà di assaporare l’ambiente "alpino" del Slavnik raggiungendo però la prossima tappa a Brezovica prima del buio.

La giornata si fa nuovamente limpida. Da Ocisla attraversiamo la statale che da Kozina porta verso Capodistria. Con prudenza attraversiamo la ferrovia Kozina-Capodistria a Brgod nei pressi di Klanec e da lì seguiamo carrareccia che in mezza costa, sul versante ovest, ci porta a metà del massiccio del Slavnik. Qui, a quota 820m, attraversiamo la sterrata che da Kozina porta in cima e scendiamo per il bosco in una piccola ma splendida valle sospesa. Qui, presso la malga di Jegno (720m), facciamo abbeverare i cavalli. Il paesaggio, il sollevare l’acqua dalla profonda cisterna e la leggera "ciuca" dovuta al vinello di pranzo tingono il tutto di un’atmosfera pionieristica.
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Vista dal Monte Taiano-Slavnik

La discesa verso valle si effettua sul versante est per comode strade forestali fino all’abitato di Povžane (560m). Lì attraversiamo la statale che da Trieste, attraverso il valico di frontiera a Pesek, porta verso sud e più precisamente a Fiume-Rijeka e quindi la Dalmazia. Questa strada segna nuovamente un confine geologico: in poche centinaia di metri si passa da un terreno carsico disseminato da innumerevoli "doline" (avvallamenti a imbuto tipici del Carso), a un terreno di arenaria con parecchie piccole valli a cucchiaio (valli cieche) ospitanti dei corsi d’acqua che partendo da dalle colline a est, terminano con spettacolari inghiottitoi contro i ripidi versanti delle valli quasi a ridosso della strada sopraccitata. Le acque ricompaiono dopo molto per formare il torrente Risano che approvvigiona Capodistria e buona parte del litorale sloveno. Ricordiamo che quasi lo stesso destino e forma tocca al fratello "maggiore", il Timavo, che più a nord scende dalle pendici del Monte Nevoso sotto il nome di Reka per poi essere inghiottito delle Grotte di S.Canziano-Škocjanske Jame per ricomparire però a nord di Trieste presso Monfalcone.
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L'inghiottitoio del Timavo (qui ancora col nome Reka) alla grotte di S.Canziano-Škocjan

In una di queste splendide e verdi vallate si trova il villaggio di Brezovica presso Cosina-Kozina (540m) dove veniamo ospitati dai cordialissimi Drago e Dragica in una delle tante scuderie private, sede del locale nel locale club ippico D&D. Il posto è un vecchio mulino-segheria ristrutturato. Singolare ma caratteristica in questa zona, la lunga rampa di pietra che porta all’ingresso del fienile posto al primo piano. I cavalli vengono sistemati all’aperto in ampi paddock erbosi mentre i cavalieri trovano sistemazione qualcuno in camera ed altri nei vani accessori della scuderia. La cena e la prima colazione preparati dalla nostra ospite sono eccellenti ed abbondanti così come lo è la simpatia e disponibilità dei padroni di casa. Facendo qua e là progetti per il futuro concludiamo che questo sarà spesso un punto sosta o base per escursioni sul splendido territorio collinoso dei paraggi.
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A Brezovica nel Club Ippico D&D

 

Terza tappa: da Brezovica a S.Dorligo della Valle- Dolina
Percorrenza: 22 km
Quota di partenza: 540m, quota di arrivo 76m, dislivello totale: 280m
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Sveglia con comodo senza stress e orari rigidi, abbondante colazione e quindi con calma si preparano i cavalli. La partenza consiste in un tuffo nel bosco proprio dietro la scuderia.

Brezovica si trova nella zona detta Brkini, dove i frutteti di mele fanno da padrone e dove fitti boschi di castagni in passato davano il carbone per rifornire la vicina Trieste (a 25 km).

La partenza si presenta subito dura, procediamo verso nord per un ripido sentiero nel folto del bosco ove a stento entra la luce e nemmeno i rumori del "mondo", l’unico suono il fiatone dei cavalli e il rumore dei zoccoli sul humus rotto da qualche scontro tra ferro e pietra. Riscendiamo e passiamo dietro l’abitato di Slope per bellissimi e morbidi prati per ritrovarci improvvisamente di nuovo su terreno carsico. Attraversiamo il paese di Rodik salutati da un simpatico pupazzo di balle di fieno. Il percorso prosegue costeggiando la strada sui prati falciati in direzione di Pesek dove giungiamo dopo qualche chilometro di pineta sull’altura dietro al centro di Kozina.

L’ultimo tratto di suolo sloveno lo effettuiamo su asfalto fino al vallico internazionale dove incolonnati tra TIR, camper e roulotte ordinatamente sfiliamo davanti alla polizia di confine che ci lascia passare senza intralci. A pesek ci caliamo per un sentiero fino alla vecchia ferrovia Trieste Kozina ora trasformata in pista ciclabile-"equitabile". Una sosta pranzo e abbeverata a Draga S.Elia e poi avanti lungo la suggestiva Val Rosandra-Dolina Glinšcice, piccola valle alpina in miniatura, scuola di roccia e alpinismo. La visione delle irragiungibili Alpi Carniche e Giulie oltre la pianura friulana da un lato e la presenza di questo piccolo paradiso alle spalle di Trieste ha stimolato e invogliato molti appassionati e ha permesso a Trieste a contribuire con molti nomi illustri l'alpinismo italiano come Emilio Comici agli inizi del secolo per poi continuare fino ai giorni nostri con molti altri alpinisti protagonisti di grandi imprese.

A un certo punto abbandoniamo la sede della ciclabile e cavallo alla mano ci caliamo per un erto sentiero fino al rifugio Premuda posto in fondo della Valle quasi al suo imbocco. Qualche sorso d’acqua nel torrente e poi ritorno per qualche km di asfalto purtroppo fino al maneggio.
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Uno scorcio della Val Rosandra-Glinšcica
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 Cartografia:

Atlas Slovenije (1:50.000), Cartine 1:25.000 dell’ Istituto Topografico Sloveno
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Consigli:

La Slovenia con l’entrata da poco nella U.E., risulta ora essere più accessibile per viaggi di questo genere. Per ora (fino all’entrata nel trattato di Schengen prevista nel 2007) occorre transitare ancora attraverso uno dei numerosi vallici di confine esibendo semplicemente la carta d’identità (valida per l'espatrio) per i cavalleri e i documenti del cavallo (passaporto valido e aggiornato FISE o FITETREC-ANTE) con le solite valide vaccinazioni meglio se con un cogin test. In Slovenia, attualmente per il cogin test esiste ancora l’obbligo anche per un semplice trasferimento tra comune e comune ma sembra che le autorità tollerino la mancanza del test per i cavalli provenienti da paesi dove il cogin test non è obbligatorio.

Altra saggia precauzione sarebbe munirsi di una delega del proprietario se si esce con cavallo non proprio.

I terreni percorsi sono alquanto "duri" e quindi mettono a dura prova le ferrature e il piede dei nostri amici. Indispensabile munirsi di ferri da rimessa e opportuna attrezzatura portatile e/o scarpette di plastica. La pianificazione del viaggio deve tenere conto che sulla parte carsica l’acqua scarseggia e quindi si deve seguire un itinerario con punti di abbeverata sicuri.
L’ascesa sul monte Taiano-Slavnik è da considerare come trekking alpino e come tale prevede un vestiario adeguato specialmente per i nostri cavalli durante il pernottamento in quota (la cima ed il rifugio non offrono grossi ripari dal vento per i cavalli). Il rifugio ha 2 camerate da 8 posti letto (a castello) e data la numerosa affluenza è consigliabile la prenotazione. La cima e comodamente raggiungibile in automobile per il rifornimento (fieno, bagagli). L’acqua è disponibile presso il rifugio (meglio portare qualche secchio pieghevole). Se qualcuno desidera può tranquillamente sistemare il cavallo in modo che possa pascolare sugli ampi prati sulla cima visto che il foraggio è ottimo, altrimenti le poste si possono realizzare arrangiandosi tra i pochi pini che circondano il rifugio.
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Contatti:

Circolo Ippico Monte d'Oro-Dolga Krona
Loc. Dolina, 528
34018 San Dorligo della Valle
TRIESTE
tel.: +39 338 1087274, +39 338 8848810
E-Mail: info@dolgakrona.com
Web: www.dolgakrona.com

Ippovie di Trieste e dintorni:http://www.crevato.it/ippovie/

Rifugio - Tumova Koca sul monte Slavnik-Taiano
gestore: Ban Angelca
apertura tutto l'anno nei fine settimana e su accordo negli altri giorni
tel. +386 41 893-517

Club Ippico - Konjeniški Klub D&D
loc. Brezovica
6242 Materija
KOPER-CAPODISTRIA
SLOVENIJA

Agriturismo "Kmetija odprtih vrat (fattoria dalle porte aperte) Vlado"
Loc. Kastelec
6275 Crni Kal
KOPER-CAPODISTRIA
SLOVENIJA
tel.: +386 56 592302

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